Il MICROBIOTA intestinale: mangiando sano viviamo più a lungo

Il MICROBIOTA intestinale: mangiando sano viviamo più a lungo

Le notevoli nuove scoperte ci dicono che le nostre attuali abitudini alimentari potrebbero renderci malati. Infatti il cibo che ingeriamo potrebbe contribuire alle malattie di cuore, cancro, asma, allergie, depressione ecc… Le ultime ricerche dicono che mangiando del buon cibo avremo batteri buoni, se al contrario mangiamo cibi cattivi avremo batteri cattivi. L’associazione tra i batteri intestinali e la salute è stata scoperta solo negli ultimi anni. Siamo la casa di tantissimi batteri, e a dirla tutta non sono loro ad essere i nostri batteri, ma noi ad essere i loro umani. Siamo un organismo che consiste di cellule umane e microbiche che lavorano insieme per il bene comune del nostro corpo. Insieme i batteri pesano circa un kilo e mezzo e la maggior parte vivono nell’intestino. Stiamo parlando del MICROBIOTA intestinale. I batteri al nostro interno controllano molto del nostro sistema immunitario, essi producono piccole molecole che regolano la nostra risposta immunitaria. Ma perché i batteri intestinali dovrebbero educare le difese del corpo? Perché il processo educativo deve coinvolgere il sistema immunitario che verrà a contatto con i batteri del mondo esterno. E quale parte del corpo ha la più grande esposizione verso il mondo esterno? E’ principalmente nell’intestino che il sistema immunitario impara cosa deve e cosa non deve attaccare. E i nostri batteri non influenzano solo la nostra salute fisica ma seguono un percorso anche verso il nostro cervello. Ci sono probabilmente molti tipi differenti di connessioni tra i batteri intestinali e il cervello, così essi possono influenzare il nostro modo di pensare. Se si fosse detta una cosa del genere 20 anni fa probabilmente nessuno ci avrebbe creduto. I nostri batteri intestinali cambiano a seconda di ciò che mangiamo. La dieta cambia il modo in cui alimentiamo i nostri batteri e dato che ogni specie batterica ha un requisito leggermente diverso che la lega alle sostanze nutritive, in questo modo vengono sostenute le diverse comunità. Mangia male e sosterrai cattive comunità di batteri, e sembra che ci sia un colpevole principale nel cibo cattivo. Ai giorni d’oggi consumiamo pasti a basso contenuto di FIBRE (legumi, cereali integrali, frutta e verdura). Molte ricerche stanno mettendo in evidenza che una dieta con poche fibre sia in gran parte responsabile di molte malattie. Una dieta ricca di fibre è più vicina a quella originaria dell’uomo: prima dell’era industriale, infatti, la nostra specie si è nutrita per millenni di vegetali e di (poca) cacciagione. Questo tipo di dieta darebbe origine a una maggiore biodiversità del microbiota. Non solo la dieta e i primi anni di vita influenzano i nostri batteri intestinali. Anche gli antibiotici li influenzano. Particolarmente vulnerabili agli antibiotici sono i bambini piccoli, quindi assumeteli e dateli ai vostri figli solo quando servono sotto prescrizione medica. Riassumendo, le nostre diete a basso contenuto di fibre, gli antibiotici e lo stile di vita occidentale hanno determinato una bassissima diversità dei nostri batteri intestinali. Così tanti problemi di salute potrebbero essere collegati a una mancanza di diversità e al tipo sbagliato di batteri che disturbano il nostro sistema immunitario, lasciando il nostro corpo in un perpetuo stato di infiammazione. Sarebbe proprio l’infiammazione cronica causata dalla dieta errata a determinare l’insorgenza di patologie. L’infiammazione è un meccanismo di difesa del corpo e coinvolge le cellule immunitarie rilasciate, ma queste difese possono fare danni se non sono adeguatamente controllate. Le cellule che sono fatte per uccidere i batteri in realtà stanno facendo danni al nostro stesso tessuto e questa è solitamente una malattia infiammatoria. Questo è ciò che accade alle isole di Langerhans nei casi di diabete 1 o alle vie aeree nell’asma. Inoltre, tra le patologie a cui si può andare incontro troviamo anche l’obesità secondo diversi studi. L’opinione comune è che l’unica causa dell’obesità siano le calorie, ma potrebbe essere più complesso di così? Oltre che a fare esercizio fisico e a mangiare di meno, occorre cambiare anche i batteri intestinali. Ciò è testimoniato anche da degli studi che hanno effettuato su topi da laboratorio. Degli scienziati hanno preso un ceppo di topi geneticamente predisposti all’obesità sterilizzato dai batteri. Poi, hanno dato ai topolini nuovi batteri intestinali da topi magri, ed incredibilmente una volta ricevuti questi batteri, tendevano a rimanere magri. I batteri intestinali stanno probabilmente contribuendo a rendere il nostro mondo meno grasso. In passato l’obesità era una condizione rara, quindi non potevano che esserci batteri intestinali migliori come risultato di mangiare cibi meno elaborati. In altre parole, meno zuccheri, grassi e più fibre, e questo è un contrasto evidente con il mondo moderno. Ma c’è una buona notizia se siete in sovrappeso. La vostra comunità batterica intestinale può essere cambiata, ed è possibile modificarla cambiando la dieta. Se si manipola la combinazione di proteine grassi e carboidrati è possibile cambiare la composizione o meglio la comunità ecologica dell’intestino. Per fare ciò bisogna assumere molta frutta e verdura. Un consiglio che posso darvi nel pratico, è quello di assumere il più possibile frutta e verdura di stagione poiché il picco di produzione delle sostanze “buone” avviene in base alla stagionalità mentre la conservazione, la crescita in serra con luce artificiale o la raccolta troppo anticipata, necessaria in un mercato globale dove possiamo portare in tavola le ciliegie anche a Natale, riduce drasticamente la quantità di polifenoli e di fitonutrienti contenuti nell’alimento, oltre ad inficiarne il sapore, e questo ci spiega perché la maggior parte della frutta che consumiamo oggi non sa di nulla. Quindi, mangiare sano (e soprattutto più fibra) ci farà vivere più a lungo senza mai dimenticare di fare del MOVIMENTO!

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